L’arte ha mille forme e mille sono le possibilità di pensiero che offre. Dal puntinismo all’arte astratta, dal neoclassicismo alle avanguardie. Ma che cos’è davvero? Se pensiamo solo a qualcosa che sta in una cornice, o in un museo, o che avviene su un palcoscenico, siamo fuori strada!
È proprio quando iniziamo a percepire l’arte come qualcosa di nostro, che inizia a svelarsi per quello che è.
Un linguaggio (mille linguaggi) che ci permette di capire noi stessi e il mondo. L’arte è uno degli strumenti più potenti che ci sprona a non seguire solo strade già battute o regole codificate. È un inno costante al pluralismo delle idee, al ribaltamento della prospettiva, all’altro. E sorpattutto è la dimostrazione che possiamo imparare a superare la paura di fallire. Non esistono definizioni rigide di ciò che è giusto o sbagliato; quello che è giusto per me può essere sbagliato per te e viceversa. Così come non sempre quello che storto è brutto.
Basta questo per capire che avvicinarsi all’arte, già nella prima infanzia, non può essere un lusso per pochi. Viverla come spettatore è il primo passo. Spesso. Viverla come espressione, in prima persona, è il secondo. Basta un foglio o un pezzo di muro di casa. Perché no! Fare arte significa creare e creare ci fa aprire le porte della scoperta, della sperimentazione, del sentire più profondo. Fare arte ci permette di crescere.
Che siano laboratori pratici o visite di gallerie e mostre, l’arte può entrare nella nostra vita, a qualsiasi età. E ci sono alcuni gli albi illustrati che riescono a raccontarlo con una forza sorprendente, permettendo all’arte di essere oggetto di riflessione ed insieme esperienza viva.

Fare arte significa capire il mondo
Un esempio straordinario di come immaginazione, libertà e trasformazione arrivino ai bambini è Il pesce magico di Štěpán Zavřel. Dopo la prima pubblicazione degli anni ’60, quest’opera torna in libreria con una edizione aggiornata ma fedele all’idea di fare dell’albo illustrato una vera e propria “prima galleria d’arte” per i bambini.
L’opera mette insieme narrazione e illustrazioni di grande qualità estetica, così che anche i più piccoli possano imparare a guardare, ad emozionarsi, e a pensare per immagini. L’obiettivo del grande maestro era pedagogico: “elevare l’albo illustrato a luogo di massima libertà espressiva e, allo stesso tempo, a promotore di una profonda educazione estetica e spirituale” (come si legge nella presentazione).
Realizzato in collaborazione con la Fondazione Štěpán Zavřel e riedito da Bohem Press, Il pesce magico ricorda il Goldfisch di Paul Klee (del 1925), considerato una sorta di metafora dell’arte in quanto tale. L’albo è stato progettato (più di 50 anni fa) con Maria Francesca Gagliardi, amica, scrittrice e studiosa di Letteratura per l’Infanzia.
LA TRAMA
“Il Pesce Magico è un pesce d’oro che vive da sempre dentro il quadro di un importante museo affacciato sul mare. È molto conosciuto tra le bambine e i bambini. Quando i custodi non guardano, i piccoli visitatori lo accarezzano e in risposta hanno sempre un sorriso. È la loro segreta magia. Un giorno però succede qualcosa di imprevisto…”

Altri due capolavori che non smettono di accender scintille, sono sicuramente la La valigetta dell’artista e La cucina degli scarabocchi di Hervé Tullet.
Nel primo Tullet invita il lettore a diventare creatore: la valigetta, che non contiene istruzioni rigide ma materiali, idee e possibilità si fa simbolo, messaggio, manifesto: l’arte non nasce dalla perfezione, ma dal gioco, dal tentativo, dall’errore.
Non esiste un modo giusto o sbagliato di inventare, ma solo un modo personale. In questo senso, l’arte diventa uno spazio sicuro in cui sperimentare senza paura di fallire, sviluppando fiducia e autonomia di pensiero.
Questo messaggio viene amplificato in La cucina degli scarabocchi, dove Tullet trasforma ogni pasticcio, (!) in materia prima preziosa. Lo scarabocchio diventa ingrediente da mescolare, tagliare, reinventare. Proprio come in una cucina creativa, ogni segno può evolvere in qualcosa di nuovo e inaspettato. Dove anche ciò che sembra caotico o imperfetto ha valore. L’atto creativo non serve a produrre qualcosa di bello, di adeguato, di benfatto, secondo canoni esterni; ma a dare forma all’immaginazione e alle emozioni.

Mettendo in dialogo questi libri e i loro autori, emerge una visione comune: avvicinarsi all’arte è capire che c’è molto altro dietro all’espressione estetica. C’è una necessità vitale. L’arte, oltre ogni tecnica e ogni talento, resta uno strumento che permette ai bambini di conoscersi e agli adulti di ricordarsi chi sono stati.
“Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.”
Pablo Picasso
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