Se fa 55+55 è plusdotato (o forse no). Intervista a Viviana Castelli

“I bambini con talento dovrebbero poter beneficiare di condizioni adeguate di insegnamento”. Lo diceva il Consiglio d'Europa già nel 1994. Eppure ancora oggi non sempre sono riconosciuti, rispettati e valorizzati. Cosa fare a casa e a scuola.

Cervelloni, fenomeni, mostri di bravura, geni. Gli appellativi per definire bambini e ragazzi con spiccate doti cognitive non mancano. E benché il ventaglio sia ampio, ogni parola offre una descrizione incompleta e alimenta miti e pregiudizi. 

Chi ha un alto potenziale cognitivo o una plusdotazione ha personalità complesse e può mostrare, contemporaneamente, capacità cognitive spiccate, profonda sensibilità e iperintensità sensoriale.

Significa, in parole semplici, che sa fare al volo calcoli difficili, può soffrire per una piantina che si è seccata e agitarsi per l’etichetta della t-shirt che prude dietro al collo.

La letteratura scientifica internazionale stima che gli studenti ad Alto potenziale cognitivo e i plusdotati sono circa il 6% della popolazione scolastica. Tra questi l’8/10% ha un QI di 120 (Apc) e poco più del 2% sopra a 130 (plusdotazione). Per avere un senso della misura: il quoziente intellettivo nella media è tra 85 e 115.

Ma non è una questione di quantità – precisa Castelli -. Dietro questi numeri ci sono bambini e ragazzi, i loro sentimenti, i loro desideri, le loro personalità, i loro bisogni. Essere plusdotati è una caratteristica genetico-biologica che necessita di contesti e ambienti stimolanti, per garantire il benessere e il successo formativo.”

Chi è Viviana Castelli

Presidentessa di Step-Net odv, esperta in plusdotazione, doppia eccezionalità e specialista in Gifted education, la Castelli è spesso audita in Senato e parte di commissioni e tavoli tecnici ministeriali. Ha condiviso anni di esperienza e di ricerca-azione per la definizione del recente Testo unico sul riconoscimento normativo dei plusdotati.

Il che significa far inserire, con le dovute specifiche, i plusdotati tra i Bes – Bisogni educativi speciali. Attualmente in approvazione alle Camere, il progetto di legge (sintesi dei disegni di legge 180 e 1041) colma un vuoto normativo trentennale. Quando il Consiglio d’Europa auspicava il riconoscimento dei gifted era il lontano 1994 (con la Raccomandazione 1248).

Ma non c’è da preoccuparsi, basta informarsi e formarsi.

Se i plusdotati non sanno di esserlo, e se non lo sa chi vive con loro (dalla famiglia alla scuola), si rischia di perdere la loro straordinaria ricchezza e spegnere il loro sguardo originale. Può succedere che un plusdotoato non riconosciuto venga scambiato per irrequieto, introverso o testardo.

Al contrario, se i plusdotai si sentono ben accolti e valorizzati, possono diventare una risorsa per la società tutta, capaci come sono di un’empatia profonda e di pensare fuori dal coro”.

Cosa fare?

“ll primo passo è parlarne. Poi fare dei test scientifici, in centri specializzati. In genere, se non ci sono esigenze specifiche – precisa Castelli – preferiamo osservare i bambini, monitorarli e valutarli a partire dai 4 anni”.

I test si possono svolgere anche in età prescolare, a partire dai 3 anni.


“E proprio per dare un segnale di accoglienza concreta a chi ha una marcia in più, abbiamo inaugurato la Casa del Gifted. È la prima in Italia – riprende Castelli – e si trova a Milano in via dei Giacinti 31 (presso una sede ENAIP Lombardia, partner di Step-Net). È un punto di incontro, un luogo dove sentirsi parte di una comunità, seguire laboratori o accedere a percorsi personalizzati, aperta a gifted di tutte le età”.

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Foto di archivio © Canva Edu

Che cos’è la plusdotazione?

La plusdotazione è un multiverso – aggiunge -. Cominciamo col dire che tra la parola plusdotato e l’equivalente inglese, preferisco, a dispetto della nostra amata lingua, il termine anglosassone gifted. Lo trovo più dolce e più corretto”.

Le persone gifted infatti hanno un dono (da gift in inglese che significa proprio dono o regalo) e possono presentare uno o più talenti. E bisogna averne cura per non farli appassire nel tempo.

Un plusdotoato può mostrare:

  • interesse precoce per la letto-scrittura
  • elevate capacità matematiche
  • ricchezza lessicale
  • abilità psicomotorie
  • una incredibile velocità nel capire e processare le informazioni
  • grande memoria
  • senso dell’ironia
  • curiosità estrema, spesso insaziabile
  • uno spiccato senso di giustizia.

Non manca il pensiero divergente, arborescente, immaginifico-creativo.

Che cos’è il pensiero divergente?

“È la capacità di creare connessioni originali, andando oltre il pensiero logico-lineare, creando un albero ramificato di pensieri, riflessioni, intuizioni e scenari possibili. Non solo in astratto, ma anche nella vita pratica, quando si presenta un problema da risolvere e si trovano soluzioni veloci, creative, efficaci”.

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Tu cosa vedi? Un cappello o un elefante digerito da un boa? © Il Piccolo principe

Verso una didattica inclusiva

“Soprattutto a scuola, dove la dinamica è spesso competitiva e si valutano quasi esclusivamente le prestazioni e le nozioni apprese – riprende Castelli – si possono creare casi di sottorendimento o disaffezione, fino alla dispersione scolastica“.

I gifted hanno bisogno di stimoli e opportunità coinvolgenti, spesso soffrono la noia profonda che genera frustrazione e incomprensione.

È bene che genitori e insegnanti siano informati e preparati. Avere un QI superiore alla norma non spiega tutto e non significa che questi bambini e studenti non abbiano bisogno di adulti competenti al loro fianco. Ci vuole un piano di studi personalizzato che andrà poi applicato correttamente. Un esempio?

Spesso gli studenti plus preferiscono svolgere gli esercizi al contrario, iniziando da quelli più difficili. Non amano gli esercizi ripetitivi o in sequenza e adorano fare domande e approfondire.

Ognuno di noi è speciale


“Ma attenzione – conclude Castelli -.Parliamo di bisogni specifici e non speciali. C’è una bella differenza. Ognuno di noi è diverso e per questo è speciale, a suo modo, che sia plusdotato o meno. Parlare di bisogni specifici ci permette di delineare un contesto più rispettoso. Inoltre, quando parliamo di plusdotazione, ricordiamoci che non siamo davanti a patologie o disfunzioni. Non ci sono casi clinici da curare, ma menti e cuori da valorizzare”. 

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Foto di archivio © Canva Edu

Qui è disponibile la mappa di Step-Net con i punti di riferimento attivi in Italia.

Viviana Castelli è presidentessa di Step-Net odv e vicepresidentessa di CTS Gifted aps (ente accreditato MIM per la formazione). Step-Net odv è affiliata al WCGTC e membro di ECHA, una rete di professionisti della salute, scuole, famiglie che si pone come collante dell’intera comunità educante, con corsi di formazione per adulti e studenti. Sempre in giro per l’Italia con le sue colleghe, la Castelli tiene corsi formativi, seminari, incontri di divulgazione. Ha centinaia di valutazioni scientifiche alle spalle, ha organizzato e condotto convegni internazionali e incontrato operatori sanitari, genitori, insegnanti, professori universitari.

Nell’immagine di copertina, Castelli ospite nella trasmissione tv Tagadà © La7

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