Entusiasmo, stupore e soprattutto quella sensazione preziosa di aver fatto qualcosa di buono. La nostra canzone ha raggiunto le 100 mila views in pochissimo tempo e ne siamo onorati! Grazie al gioco di squadra, che vince sempre.
Sono arrivate anche tante domande di persone che ci chiedono come fare. Molti hanno compreso il problema, ma non hanno ancora chiara la soluzione. E allora ci proviamo noi, con i primi step da fare insieme.
Un’avvertenza è doverosa: in questo articolo restringiamo il campo d’azione all’uso dei social. Quindi qui non troverete, per ora, consigli sui cartoni animati, quali vanno bene e quali no. Consigli su cosa guardare in Tv e a che ora, o perché “mai da soli” come recita la canzone stessa. Ma 6 regole semplici che giorno dopo giorno favoriranno un cambiamento nelle abitudini.
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6 consigli pratici:
1) LA DECISIONE
Decidiamo di rompere un automatismo. Alla prima pausa (tempo-morto o attesa) non prendiamo il cellulare dalla tasca o dalla borsa, facciamo altro. Concentriamoci sul respiro o se proprio non resistiamo, facciamo una telefonata, come una volta!
2) IL CIUCCIO-DIGITALE NON FUNZIONA DAVVERO
Non usiamo il cellulare per calmare il bambino o costringerlo a fare quello che vogliamo noi (mangiare, salire in macchina, stare zitto!).

3) ASSENZA IN PRESENZA
Se siamo con dei bambini (figli, nipoti, studenti o amichetti) non usiamo il cellulare in loro presenza. Si parla di Parental Phubbing – dall’inglese phone e snubbing – ed è quel fenomeno che si verifica quando un genitore ignora il figlio in sua presenza. In questo modo si rompe un processo di riconoscimento di secoli e secoli: il cervello del bambino che non trova il nostro sguardo non la prende molto bene, capisce che non è lui la nostra priorità e sperimenta distacco e quella che chiamiamo assenza in presenza, con conseguenze sul piano emotivo. (Fonte Daniela Lucangeli, prof.ssa universitaria)
4) DICIAMO “ORA RISPONDO” E POI METTIAMO VIA
Se riceviamo una email urgente o un messaggio di lavoro, rispondiamo. Ma dobbiamo avvisare chi sta con noi: “Mamma risponde perché è importante, ma mette giù il prima possibile, così poi stiamo insieme”.
5) LA SCATOLA DEI CELLULARI
Prendiamo una scatola e ci mettiamo dentro i dispositivi digitali (iWatch, tablet, smartphone). Solo dopo ci sediamo a tavola, possibilmente in un’altra stanza rispetto a quella dove lasciamo la scatola. Lo fanno i genitori, lo faranno anche i ragazzi. È un gesto simbolico ma concreto.
6) “NO IN CAMERA DA LETTO E NO A TAVOLA”
Ficarra e Picone dalla canzone “Mamma non darmi il cellulare”
Il telefono si mette a caricare in salotto. Non in camera da letto. E se al mattino usiamo l’opzione sveglia dello smartphone, cambiamo sveglia. O la tentazione di scrollare sarà troppo forte.
IL MAL DI TESTA DA SMARTPHONE ESISTE DAVVERO
Dai dati resi noti durante l’ultimo congresso della Società Italiana di Pediatria – lo scorso fine maggio a Padova – emerge che la cefalea rappresenta una delle cause più frequenti di accesso agli ambulatori pediatrici, interessando fino al 15% dei bambini e adolescenti in età scolare. E c’è una stretta correlazione con il tempo trascorso davanti agli schermi.
INFORMARSI PER CAPIRE COME FUNZIONA
Uno degli strumenti più efficaci utilizzati dalla big-tech per trattenerci sullo schermo è lo scrolling infinito, che permette di visualizzare contenuti senza interruzioni. Questa funzione è stata introdotta inizialmente per migliorare l’esperienza di navigazione, ma si è rivelata particolarmente efficace nel catturare l’attenzione.
Alla base dello scrolling infinito vi sono algoritmi che selezionano continuamente contenuti personalizzati in base ai nostri comportamenti: like, commenti, visualizzazioni e tempo trascorso su ogni post. Il flusso costante di novità stimola il cervello attraverso il cosiddetto meccanismo della ricompensa, simile a quello studiato nei giochi d’azzardo. Poiché non si sa quale sarà il prossimo contenuto interessante, siamo portati a continuare a scorrere.
Più tempo trascorso online significa anche maggiori opportunità di visualizzare pubblicità, che rappresenta la principale fonte di guadagno per molte aziende del settore.
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