Leggere insieme: prima della storia, la nostra voce

Leggere ad alta voce a bambini in età prescolare è semplice quanto prezioso. Molte le iniziative di sensibilizzazione. Ma cosa significa davvero sentire bene? Parola a Bruno Odoardi, audioprotesista, che ci dice cosa fare in caso di una sospetta ipoacusia.

C’è un momento, durante la lettura di una storia ad alta voce, in cui il bambino smette di guardare le figure e cerca gli occhi dell’adulto. Vuole capire se quella paura è davvero paura, se il finale sarà felice, se anche chi legge, e non solo chi ascolta, si emoziona.

È in questo spazio, tra la pagina e lo sguardo, che il libro diventa qualcosa di più di un insieme di frasi o disegni.

In età prescolare, leggere ad alta voce non significa soltanto avvicinare i bambini alle parole scritte e ad un vocabolario più ampio.

Leggere insieme significa creare un’esperienza di reciprocità.


L’adulto legge, il bambino si immedesima. A volte interrompe, una domanda devia la storia, una risata ne cambia il ritmo. È proprio in questa alternanza che il bambino sperimenta una competenza fondamentale: quella di ascoltare senza rinunciare a esprimersi.

La voce si fa filo invisibile, che unisce. Non trasmette soltanto informazioni: comunica intenzioni, rassicura, sorprende, crea un legame.

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Immagine di archivio © Canva Edu

Affinché questo incontro avvenga, la qualità dell’ascolto conta.


IL PARERE DELL’ESPERTO



“Quando parliamo di udito non dobbiamo pensare soltanto alla capacità di sentire un suono – osserva Bruno Odoardi, audioprotesista -. Per il bambino, ascoltare significa distinguere la voce dell’adulto, coglierne le variazioni, seguire il filo di un racconto e intervenire nel momento opportuno. Ma anche vivere meglio. È un’esperienza che coinvolge la comunicazione, l’apprendimento e la partecipazione alla vita quotidiana”.

Se il bambino chiede spesso di ripetere, si distrae, o non mostra interesse, è il caso di fare dei controlli.

«È importante che genitori ed educatori osservino come il bambino reagisce alla voce e ai suoni nelle situazioni quotidiane – continua Bruno Odoardi -. Se emergono difficoltà ricorrenti nel comprendere le parole o nel rispondere quando viene chiamato, è bene confrontarsi con il pediatra e valutare un approfondimento dell’udito, anche nei centri specializzati”.

Il punto non è cercare un problema in un’esitazione. Ma sapere che sentire bene non è scontato

L’IMPORTANZA DEI TEST

Ogni bambino ha diritto a condizioni favorevoli per sviluppare le proprie capacità comunicative. I controlli e i test permettono di avere delle diagnosi precoci di ipoacusia, dando modo, se necessario, di intervenire e garantire un benessere maggiore al bambino e alla sua famiglia.

PROMOZIONE DELLA LETTURA

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Irene Greco © Leggimiprima


L’importanza della lettura ad alta voce in età prescolare è un tema che trova via via maggiore attenzione. Grazie anche alle tante iniziative e ai progetti di sensibilizzazione durante il corso dell’anno:

  • Nati per Leggere
    È senza dubbio il programma cardine in Italia, attivo dal 1999. Nasce dall’alleanza virtuosa tra l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e il Centro per la Salute del Bambino (CSB)e promuove incontri gratuiti per famiglie, in tutta Italia.
  • Mamma Lingua
    Progetto ideato dall’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), si rivolge alla fascia 0-6 anni per valorizzare la lingua madre dei bambini con background migratorio, portando nelle biblioteche e nei presidi italiani libri cartonati o di stoffa, nonché albi illustrati in tantissime lingue diverse.
  • #Ioleggoperché
    è l’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori che permette ai cittadini di donare libri direttamente alle scuole e ai nidi d’infanzia gemellati.
  • Libriamoci: 
    un’altra campagna nazionale promossa dal Ministero della Cultura (tramite il Cepell – Centro per il libro e la lettura). Nella settimana dedicata, le scuole possono interrompere la normale didattica per fare spazio a letture animate, drammatizzazioni, laboratori di storytelling o esperienze di narrativa attraverso il teatrini d’immagini (come il Kamishibai).
  • Leggimiprima
    iniziativa ideata dall’autrice e divulgatrice Irene Greco: “è necessario imparare a leggere i bambini, prima che le storie”. Nelle parole della fondatrice, il libro non è solo un mezzo didattico o moralizzatore per insegnare qualcosa, ma uno spazio protetto nel qui e ora in cui l’adulto e il bambino si ascoltano e si connettono emotivamente.

Immagine di copertina © Canva Edu

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