Nell’immagine di copertina Matteo Fabbrini © FABA
Dal gioco libero in cortile ai pomeriggi ben programmati. Dai tappi delle bottiglie usati in gruppo, ai videogiochi da soli. È una fotografia, non esaustiva, che restituisce uno spaccato del cambiamento sociale degli ultimi decenni: come giocano i nostri figli?
E se da una parte ci sono i nostalgici, dall’altra, sempre, si schierano i cinici. Nel mezzo però, c’è chi si adopera per rendere il progresso qualcosa di sostenibile. È il caso di FABA.
Partiamo da qui: “Ora, è tutto ok” ovvero quelle quattro parole con cui una delle realtà italiane più affermate nell’intrattenimento educativo ha risposto allo scivolone della Apple, ad agosto scorso, quando l’opinione pubblica era rimasta interdetta nel vedere un cartellone pubblicitario (a Milano e online) con l’immagine di un bambino sorridente, durante la pappa, con in mano un iPhone.
Affissione che tra l’altro è stata rimossa dopo le numerose segnalazioni all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza che a sua volta l’aveva indicata all’Agcom, Autorità garante per le comunicazioni, e altri organismi, per le verifiche del caso.
OLTRE LA CRONACA
Le parole di FABA – chiare, non urlate e che sembrano ispirate al principio dell’amorevole fermezza di Alli Beltrame (podcaster e scrittrice Oscar Mondadori) – ci offrono un riassunto della migliore pedagogia contemporanea, dove la tecnologia può diventare un alleato, ma la consapevolezza degli adulti e il loro essere informati sono prerequisiti fondamentali.
“La nostra non è stata un’affissione finalizzata alla vendita, ma una scelta di campo”.
Matteo Fabbrini – CEO di FABA
IL PUNTO DI VISTA
“Il messaggio che passava nella campagna Apple rischiava di normalizzare, involontariamente, qualcosa che normale non è – commenta Fabbrini -. Non possiamo abituarci alla scena di un bimbo piccolo con in mano uno smartphone”.
Il contesto è quello dell’urgenza digitale. Un tema grande, anzi grandissimo
Siamo infatti nel periodo storico in cui si susseguono petizioni per togliere lo smartphone ai bambini, il parlamento italiano presenta una proposta di legge per eliminare il digitale dai nidi, l’Europa propone il Kids Act e il divieto di accesso ai social agli under 13, e i tribunali americani condannano Meta e Google a maxi rimborsi per aver inventato dei sistemi che causano dipendenza.

Così, dopo una prima pubblicazione sui social, che presentava il rendering dell’affissione in formato digitale, FABA ha deciso di realizzarla: “eravamo a fine agosto, nel periodo delle ferie. Ci siamo subito mossi per prenotare uno spazio outdoor per la prima data disponibile. È stata una spesa fuori budget, ma che abbiamo voluto sostenere per rimarcare i nostri valori. Un’educazione il più possibile senza schermi”.
Tra le big tech e le famiglie infatti, c’è una parola chiave potentissima: alternativa.
Per rompere l’automatismo di accendere uno schermo per qualsiasi bisogno (anche per calmare un bambino in difficoltà) esistono mille modi. FABA ha trovato il suo, che gli è già valso il premio Gioco per Sempre Kids Award per due anni consecutivi e, nel 2025, ha vinto anche il Toys Award nella categoria giochi elettronici, educativi e scientifici.
Si tratta del giocattolo più venduto in Italia nella fascia 0-6 anni (fonte assogiocattoli.it) ed è un raccontastorie interattivo col quale un bimbo può ascoltare fiabe, filastrocche, canzoni a scelta, in più lingue, oppure storie a bivio, cioè decidendo in autonomia come proseguire (è la novità di FABA+).
“Quando siamo diventati genitori, chi prima chi dopo – aggiunge Fabbrini – io e i miei soci, Chiara, Francesco e Alessio, ci siamo posti una domanda: Come facciamo ad educare i nostri figli usando il meno possibile i nostri smartphone?”
E oggi la risposta è entrata in mezzo milione di famiglie, che hanno scelto di tutelare la fantasia dei più piccoli, senza vincolarli ad un intrattenimento visivo e passivo.
UNA VOCE REGISTRATA SOSTITUISCE L’ADULTO?
“Il problema non è la tecnologia – commenta Fabbrini – ma il modo in cui la usiamo. FABA è adatto a momenti di ascolto in autonomia, ma si presta benissimo anche a pause condivise, per nutrire la relazione adulto-bambino”.
Il cervello dei bambini non cambia con l’avvento del digitale
In età evolutiva si impara ancora su base sensoriale e motoria e in questo senso, un intrattenimento audio (che sia FABA, un cd con un audilibro o un podcast) lascia ai piccoli fruitori la libertà di ascoltare e contemporaneamente muoversi, fare puzzle, colorare…

“Negli ultimi decenni è radicalmente mutato il modo di giocare – afferma Rino Agostiniani presidente SIP -. La possibilità di essere sempre connessi è una soluzione molto pratica ma anche molto rischiosa. Espone i più piccoli a sovraccarico cognitivo, dovuto a ritmi veloci e contenuti frammentati, che poi portano a deficit di attenzione e sedentarietà. Riscopriamo il valore delle storie, dei giochi all’aria aperta e della socializzazione”.
In questo senso, FABA si conferma un’ottima risorsa per chi ha e sente una responsabilità educativa.