Ma allora che sono sono tutte queste urla, lacrime e opposizioni? Sono dei bisogni espressi male o, quanto meno, in maniera discutibile. Soffermiamoci un attimo su questo punto. Per aiutarci possiamo anche rileggere il concetto: i capricci non esistono, sono bisogni espressi male. E siamo ad una svolta rivoluzionaria. E cosa si possiamo fare se nostro figlio/bambino ha bisogno di qualcosa? Lo aiutiamo.
La bibliografia in merito è ben nutrita e sono numerosi i riferimenti pedagogici (dalla stessa Montessori a Penney Hames a Silvia Iaccarino per citarne alcune). Noi abbiamo scelto “Il Grande libro dei capricci” come base di partenza.
Leggendolo, emerge subito che i bambini non comunicano in modo pacato, razionale e preciso; ma che, al contrario, hanno una certa incapacità e poca esperienza, nell’autoregolare le loro emozioni e le loro richieste. E in alcuni momenti rischiano di farci andare su tutte le furie.
Cosa fare? Fermarsi e ascoltare. L’adulto (genitore, nonno, insegnante, tata, caregiver…) deve cercare di NON agganciarsi allo stato emotivo del bimbo/a. Altrimenti rischia di farsi trascinare nel vortice e dare vita ad una gara a chi urlerà di più.
L’antico adagio – calma e sangue freddo – può essere d’aiuto. Ma in pratica?
Per imparare e insegnare a fermarsi prima di dare di matto, partiamo dal rispetto, senza giudizio né etichette.
- Sostituiamo nel nostro linguaggio la parola capriccio con bisogno
- Chiediamoci: cosa mi sta comunicando?
- Come posso accogliere (o non accogliere, spiegando) la sua richiesta?
Porsi questi interrogativi serve ad entrare in empatia con i bimbi: significa creare una connessione tra noi e loro e ci permette di dare spazio, giorno dopo giorno, alla relazione.
Colorato, dettagliato e anche molto pratico, “Il grande libro dei capricci” è diviso in due parti: una per i bambini, con storie e disegni che favoriranno l’immedesimazione (sono stanco di camminare, facciamo un altro giro e poi basta…). E l’altra per gli adulti, che troveranno infografiche e spunti utili.

Interpretare le spie:
“Ci sono detonatori estremamente chiari, da conoscere e riconoscere, come il sonno e la fame/sete. Che sono di tipo fisiologico. Dipendono cioè dai bisogni del nostro corpo. Ma tra le cause che possono innescare una reazione eccessiva nei bimbi piccoli, ci sono anche detonatori ambientali, legati al rapporto con gli altri e con il contesto. E psicologici, che dipendono cioè dalle emozioni e dai sentimenti. (Fonte Il Grande Libro dei Capricci)
Il metodo proposto nel volume, suggerisce qualcosa per ogni lettera della parola ANTICAPRICCIO:
- A.nticipare le situazioni a rischio
- N.on forzare il bambino a fare cose che lo mettono a disagio
- T.empistiche il più possibili regolari (routine)
- I.nsegnare, prima di pretendere che faccio da solo
- C.ibo e riposo a sufficienza
- A.scolto attivo
- P.azienza e abilità di “disinnescare”
- R.ichieste adatte all’età del bambino
- I.nsegnare strategie per ritrovare la calma
- C.oncedere tempo per abituarsi ai cambiamenti
- C.ambiare argomento, distrarlo con nuove attività
- I.mmedesimarsi per cercare di capirlo meglio
- O.sservare con attenzione

Sull’argomento suggeriamo anche il manuale I capricci si fanno in due (Uppa, Chiara Borgia, pedagogista); Non voglio andare a letto, titolo presente anche nella guida Nati per Leggere (Tony Ross, edito da Lapis); Manco per sogno di Beatrice Alemagna (Topipittori).
