Connessione, disconnessione. Educazione emotiva e digitale. I Metamostri uniscono, con allegria, tutto questo. Dietro ai cinque pupazzi di peluche colorati c’è la padagogia innovativa, lo stare insieme e un chiaro messaggio di pace.
Ce ne parla Luca Iavarone, direttore editoriale Metamostri per CiaoPeople che ci racconta da dove sono partiti e dove sono arrivati.
I Metamostri hanno il patrocinio scientifico dell’Università Federico II di Napoli, oltre 100 milioni di visualizzazioni e una trasmissione su Frisbee (in onda sul canale 44).
Partiamo dal principio: perché un nuovo format per bambini?
“La tv italiana per bambini era ferma all’Albero Azzurro a Bim Bum Bam e alla Melevisione, tre punti di riferimento. Ma dopo di loro non sono stati lanciati format davvero nuovi, né per temi né per ricerca artistica.
Ci avete pensato voi?
Ci abbiamo provato e vedere questi risultati, oggi, in così poco tempo dal lancio, ci ha dato ragione. I Metamostri, non sono solo intrattenimento. Sono uno show educativo, sono un’allegoria, vanno oltre qualcosa, un pò come il meta-teatro. Volevamo andare oltre l’immaginario del mostro, creando degli avatar buoni, che rappresentassero le nostre paure, ma anche come superarle.
“Nel 2022 abbiamo iniziato a pensare a come rimettere insieme teatro di figura, TV, divertimento e pedagogia. E dopo due anni di studio attento del mercato siamo usciti con la proposta di Metamostri”.
Luca Iavarone
I Metamostri sono colorati e tutti diversi, sono un inno al pluralismo?
E sì! I cinque pupazzi protagonisti convivono in uno spazio comune e allenano la difesa del proprio spazio personale, ma anche la propensione al dialogo, al rispetto. Sono tutti diversi e fanno famiglia. In questo senso i Metamostri sono molto queer.

Di cosa parlano esattamente?
Ogni puntata ha una sua morale e ruota intorno ad un micro-dramma. C’è uno sviluppo e un happy-end. Gli episodi rappresentano scene di vita quotidiana (ad esempio Kika non vuole dare il telecomando a Pupa, l’una dice c’ero prima io, l’altra risponde ma io sono più grande e via dicendo). Inoltre trattiamo tematiche molto attuali.
Un esempio di tematica attuale?
Abbiamo affrontato la discriminazione di genere, l’ansia da prestazione, il cyberbullismo, la smartphone addiction, il consenso e le fake news. Lo abbiamo fatto perché crediamo fortemente che ci sia bisogno di informare i notri piccoli, che presto saranno adulti.
Nell’episodio Femmine vs Maschi Bumba non fa giocare Kika ai dinosauri perché è femmina. Ma esistono davvero giochi da bambine e giochi da bambini?
L’aspetto più complesso della produzione?
I Metamostri sono un format artigianale nell’era dell’intelligenza artificiale. È un lavoro immenso, ma ripagato dall’affetto di chi ci segue.

I Metamostri hanno vinto un Lovie Award (gli Oscar europei del web) e un premio all’Apulia web fest e sono stati ospiti al Giffoni Film festival e al Comicon Napoli. Durante la registrazione delle puntate, negli studi televisivi, si sono alternati anche ospiti d’onore come il conduttore Amadeus, il poeta Bruno Tognolini, la coreografa Silvia Contenti e Il Quartetto di Napoli (quartetto d’archi).