Il kamishibai ha origini lontane, ma un presente ancora vivo. Bisogna risalire al periodo tra le due Guerre e arrivare fino in Giappone, dove un artista, con la sua bici-teatro, radunava attorno a sé folle di bambini curiosi.
Lo spettacolo (in lingua originale 纸 芝 居 che possiamo tradurre con Teatro di carta), si reggeva tutto sull‘uso della voce e di alcune grandi cartoline, che venivano fatte scorrere a mano, a mo’ di fondale, nel butai, una cornice in legno.
L’arte del kamishibai nasce come arte di strada ed è affine, per certi aspetti, a quella del cantastorie. È un parente stretto della lettura condivisa ad alta voce.
Ancora oggi è utilizzata in molte scuole giapponesi come strumento didattico, in alternativa al libro. Ha infatti forti potenzialità comunicative ed educative.
In Italia sono sempre più numerose le librerie per bambini che hanno in vendita dei veri kamishibai, ma non mancano laboratori a tema su come costruirne uno fatto in casa.

Una roccaforte del kamishibai è sicuramente l’associazione AKI, con sede a Bologna. Organizza corsi di formazione, eventi e mostre. E ha sviluppato anche un catalogo di storie per kamishibai in collaborazione con la nota e apprezzata casa editrice Artebambini.
Online è invece attiva la Alfieri TV che ospita, sul suo canale Youtube, una selezione di storie davvero interessanti.

Qui di seguito trovate I Cani dei Pompieri, da vedere con i vostri piccoli. Suggeriamo anche una playlist a tema, di breve durata, ma di grande impatto!
I cani dei pompieri – da Alfieri TV